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L'Arte la mia Mamma di Vita Mommy Art
1972 Barbara Teorema Fornasari nasce a Verona. Già nei primi anni della sua vita le maestre della scuola materna riconoscono in lei una espressione atipica e una vena artistica particolare, cosa che sarà confermata negli anni a venire. Frequenta l'Accademia della Belle Arti e a seguire lo studio del Prof. Bendario. E' grazie agli insegnamenti di quest'ultimo che Teorema decide di abbandonare l'arte figurativa per dare piu spazio ad un espressione fatta di gestualità e di puro sentire. In seguito, inevitabilmente, Teorema inizia il suo vero percorso di introspezione, riconoscendo che già in tenerissima età si apriva ad un rapporto singolare con l'Arte; Arte intesa non solo come un mezzo di espressione, ma piuttosto come una "madre" che a tutti gli effetti rasserenava e confortava la piccola Teorema da alcune situazioni atipiche nelle quali si trovava costretta ancora nel pieno dell'età evolutiva. Le prime mostre artistiche di Teorema risalgono già al 1986 e nonostante sia appena agli inizi riesce a riscuotere da subito i primi premi e riconoscimenti dalla critica. Nel periodo immediatamente successivo,l' artista dedica parte della sue opere ai ricordi di gioventù facendone titolo a tutti gli effetti, realizzando in chiave poetica e concettuale, attraverso la materia, i segni di quella che è stata la sua prima infanzia. Teorema realizza dunque opere con inserite piccole scarpette, cordicelle, carta, bottoni e fredde manette che la tengono legata a dei ricordi, oggetti che rappresentano metaforicamente la sua infanzia. Dal Progetto Infanzia ricordiamo “Passi di Bimba” e “Ricordi di Infanzia”, opere successivamente premiate che hanno raccolto la curiosità di molte persone nel campo della cultura. Questo periodo di introspezione dell'Artista si amplia con il tempo e con il passare degli anni nasce in Teorema il desiderio di raccontare al mondo ciò che le accade; così facendo si riscopre bambina, più precisamente bambino, ma è un bambino metafisico, che vive solo all'interno della mente dell'artista, pertanto lo definisce “Spaziale”, perché capace di uscire da condizionamenti e di viaggiare con la fantasia... là... dove non esistono regole né giudizi; e così, da figlia della sua Arte, si trasforma in "madre" dell'Arte, e l'Arte diventa sua “figlia”, nello specifico “figlio”. Ecco così che nasce Teoremino... Teoremino, che non è altro che l'alter ego di Teorema che consegna alla mamma le sue creazioni e le sue nuove esplorazioni emotive. Teoremino, questo "bimbo spaziale", consegna alla "mamma" Teorema, immagini di un mondo parallelo al nostro e lo intitola “Progetto Spaziale" 2001 e a seguire lo “Spaziale” diventerà “Acquosa” e “Metallica”. Il “Progetto Spaziale” termina solo nel 2006, con la realizzazione di oltre 200 opere. Queste opere, che appaiono nate da un mondo lontano, rappresentano meteoriti, nuovi mondi, creature aliene, fabulose e stellari. In contemporanea, nel 2002 sino al 2004, realizza il “Progetto Passione” dove lei stessa dichiara con una sua citazione che fece da titolo ad alcune personali: "L'arte mi ha resa schiava della mia libertà". In modo singolare e suggestivo rivela apertamente la sua condizione di appartenenza alla sua arte senza limiti di sorta; la sua totale dipendenza dalla stessa. L'Artista la descrive come una vera sorta di feticismo. Anche i massmedia si interessano per l'originalità della sua immagine e la invitano per questo motivo in importanti trasmissioni televisive. Ma Teorema non vuole commercializzare i suoi pensieri più intimi e si ritira nel suo mondo. Inoltre l' Artista amplia i suo studi sulla cromoterapia realizzando opere in stretto contatto con la materia. Nel 2008 l'Artista diventa madre a tutti gli effetti e con la nascita del suo non più metaforico ma"vero" figlio biologico, si dedica ad una comunicazione creativa più evoluta, mantenendo sempre le stesse tecniche, ma cambiando i suoi titoli... le meteore si trasformano in fiori che sbocciano e i mondi irraggiungibili, in paesi dei balocchi per chi sogna e vive dentro un mondo fatto di emozioni in continuo mutamento. 2008-2009, E' il tempo de "Emisfero destro complice del sinistro", cosi lo intitola l'Artista che oggi presenta i suoi nuovi lavori dedicati in primis alle donne. Riconoscendo alla fine la sua arte in tutto il suo percorso come parte di una donna che si è trasformata prima in una mamma, successivamente in una bambina per poi diventare ancora una volta madre metaforica e infine madre biologica, Teorema decide di svelare al mondo attraverso la sue opere tutti gli stati emotivi di una donna, così come lei le ha vissute in prima persona e per sua esperienza personale. 2009 La cura – Segnoterapia© Teoremino, dopo aver effettuato i suoi viaggi spaziali, decide di consegnare a "mamma" Teorema Fornasari l'elaborazione finale di quella che lui intitola “la cura”: Segnoterapia.© Teorema Fornasari, con l'aiuto del piccolo Teoremino, si avvicina per la prima volta al mondo a quella che è la cura attraverso opere e accostamenti di colori che regaleranno benessere, allegria e profondo desiderio di volare. Cosa domani Teorema ci presenterà rimarrà per noi una sorpresa...e come tutte le sorprese che si rispettino, non ci rimane che attendere il suo nuovo titolo. AAA:Cercasi esploratori di nuovi mondi:
Diciamolo subito: l’incontro con Teorema è ben più sconcertante che quello con Teoremino. Se Teoremino è un bimbo mai nato, lo è infatti in presentia, grazie al rapporto simbiotico con la" madre", che pur non partecipando al processo artistico – che è tutto del piccolo -, gli da un corpo e una voce. Teorema insomma è il destino del piccolo che si sogna trasformato in esso, come la farfalla taoista di Queneau a cui non basta il Je pense, donc je suis cartesiano: Cosa possiamo dunque imparare da questa strabiliante coppia di artisti che in realtà sono uno solo – e per di più mai nato ? Rispondere non è poi così difficile: possiamo re-imparare la nostra età fondamentale, quella dello sviluppo, osservandola nel processo creativo e nei progetti di Teoremino e proiettarci nel suo esperimento artistico più eccitante: pensarsi nel proprio futuro, nell’artista, in absentia, Teorema.
Per piacere, disegnami una pecora… Tornato da un viaggio a Londra, reso particolarmente piacevole dalla possibilità di guardare dalla finestra, smaltata di bianco in un tempo anteriore al nostro, il giardino della casa di Barrie, ho avuto l’ulteriore piacere di conoscere il lavoro di un artista stupefacente, sotto molti punti di vista: Teoremino. Qui non dirà nulla di lui, se non che, non essendo mai nato, difficilmente potrà invecchiare. Quello che invece può fare, e fa, è viaggiare nello spazio, riportando a volte l’immagine di un allieno, oppure – con la stessa facilità - un meteorite o un nuovo mondo, tutto da esplorare. E se non è già arrivato all'asteroide B 612, non è detto che prima o poi non lo faccia. Quello che Teoremino chiede, con quella capacità di richiedere la nostra attenzione che solo i bambini hanno, è di abbandonare per un istante la ferrea legge di gravità e innalzarci con lui. Ci chiede di partire per un mondo che non sappiamo già, perchè fatto di sorprese che – come ogni sorpresa che si rispetti – vanno sapute aspettare. Occorre mettersi in ascolto del piccolo artista, e lui ci parlerà. Per quelli poi di noi, e siamo tanti temo, che non hanno così spiccate qualità da poter volare, Teoremino ha portato dallo spazio il suo album fotografico, almeno per poterci mostrare cosa perdiamo lassù: 180 immagini strabilianti di meteoriti che paiono – all’occhio del profano – sassetti incontrati per caso ed ingranditi, di alieni che sembrano stranamente avere qualcosa di familiare e di mondi nuovi che sembrano essere nati dentro un cassetto.
Barbara “Teorema” Fornasari (1972).
2006 “PREVIEW DEL PROGETTO SPAZIALE ITINERANTE DA SAVONA A NEW YORK” Magico Teoremino, chi sei?
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| ©2009Teorema Fornasari |